Il giorno 29 ottobre, la Scuola di Restauro Enaip di Botticino ha avuto il piacere di ospitare Lidia Rissotto restauratrice di chiara fama e membro della Commissione tecnica Interministeriale MIUR-MIBAC per l'accreditamento delle istituzioni formative e per la vigilanza sull'insegnamento del restauro.

riss 1La dottoressa Rissotto ha tenuto una lectio magistralis sulla storia del restauro e sul suo insegnamento; i temi trattati hanno coinvolto ed interessato i docenti e gli studenti della Scuola stimolando anche un partecipato dibattito finale con molte domande da parte del pubblico.

La giornata di Lidia Rissotto a Botticino è proseguita con una breve visita ai laboratori della Scuola nel corso della quale ha espresso grande interesse per le opere in restauro, ammirazione per i locali del trecentesco ex-monastero che ospita la Scuola e la volontà di ritornare per poter approfondire la conoscenza della Scuola.

La Scuola ha così inaugurato il nuovo anno formativo 2014/2015 che ha visto l’avvio di due nuovi corsi per Restauratore negli indirizzi “Materiali lapidei e derivati” e “Manufatti tessili e pelle” e la partenza di due nuovi trienni per Tecnico del restauro nei settori “Dipinti, tela, legno e murali” e “Arazzi, tappeti e tessuti”.

L’Istituto Centrale del Restauro di Roma e la Scuola Enaip di Botticino: un legame sempre vivo

A sottolineare questa relazione l’intervento di Lidia Rissotto - restauratrice di chiara fama e membro della Commissione tecnica Interministeriale MIUR-MIBAC per l'accreditamento delle istituzioni formative e per la vigilanza sull'insegnamento del restauro – nell’ambito dell’inaugurazione dell’anno formativo 14/15 sulla storia del restauro e del suo insegnamento.

La dottoressa Rissotto ha ripercorso il cammino di riforma portato avanti da Giovanni Urbani negli anni ’70 che evidenziava la necessità di ripensare le attività dell’ICR nell’ottica di una riorganizzazione del sistema della tutela a livello territoriale, garantendo la conservazione del rapporto tra bene culturale e sistema territoriale.

Urbani volle allargare l’insegnamento del restauro oltre le SAF del Ministero, pianificando la formazione a livello regionale. Con l’accompagnamento dell’ICR nacquero infatti i corsi della Scuola di Restauro Enaip di Botticino, dell’Accademia Ligustica di Genova, del Centro regionale di Restauro e Catalogazione dei beni culturali di Passariano e della Scuola di Spoleto.

Con l’apporto dell’impostazione culturale e metodologica dell’Istituto Centrale si sviluppò all’interno della Scuola, fin dai suoi esordi, la didattica del compito reale, ovvero una metodologia che valorizza il learning by doing quale modalità di apprendimento e che pone al centro dell’attività formativa l'intervento diretto su opere tutelate superando così la divisione tra teoria e pratica e ripercorrendo il processo produttivo reale di un restauratore, con una committenza esterna e sotto il controllo diretto delle Soprintendenze competenti.

Tale approccio, come confermato dalla dottoressa Rissotto, ha consentito alla Scuola di formare professionisti altamente qualificati che si sono collocati con successo sul mercato del lavoro e, in molti casi, hanno intrapreso una brillante carriera imprenditoriale.

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